Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK

Storia

 

Storia

 

CENNI STORICI


    L’ Argentina – la cui popolazione è prevalentemente d’origine europea, italiani e spagnoli in maggioranza è divenuta Repubblica indipendente dal 1810.

    Grazie alla vastità del suo territorio e alla rilevante produzione agrozootecnica, si è collocata per vari decenni tra le nazioni più prospere al mondo, vantando anche una tradizione avanzata nell’America Latina sotto il profilo dell’istruzione e della cultura. A metà anni Cinquanta ha assunto caratteristiche politiche di impegno sociale –il giustizialismo del Generale Juan D. Perón- che hanno  trasformato nettamente gli aspetti più significativi della società, ampliando notevolmente lo spettro dei diritti civili e della partecipazione sociale, dando così vita al movimento politico che ancor oggi gode di maggior consenso popolare (il peronismo).

    Dopo una lunga e tormentata successione di golpes militari, conclusasi con l’ultima dittatura caratterizzata dalla cupa vicenda del “desaparecidos”, a partire del 1983, con il Governo radicale del Presidente Raul Alfonsin - si è ristabilito finalmente lo stato democratico e il pieno rispetto dei diritti umani.

    Dal punto di vista culturale, l’Argentina vanta una tradizione di eccellenza. Ha dato i natali a vari Premi Nobel e in letteratura rivendica “glorie” universalmente riconosciute, come Jorge Luís Brges e Julio Cortazar, recentemente ricordato nel centenario della sua nascita.

Importante anche la tradizione architettonica, che rende Buenos Aires una delle più belle città al mondo.


 


SISTEMA ISTITUZIONALE


    L’Argentina é uno Stato federale composto da ventitré province (cui va aggiunto il Distretto della Capitale Federale), retto da un governo centrale che ricalca le caratteristiche del presidenzialismo all’americana. Il Presidente, eletto dal popolo con un mandato quadriennale rinnovabile una sola volta, sceglie i ministri e non chiede la fiducia ai due rami del Parlamento (detto Congresso), che ha cosí il solo compito di legiferare. Le due Camere possono ritirare la fiducia a singoli ministri, mai al governo nel suo complesso. Il Presidente non può sciogliere le Camere.

    Ogni provincia possiede un’autonoma struttura di potere esecutivo (Governatore e governo provinciale), legislativo (Congressi provinciali, mono o bicamerali) e giudiziario (corti di primo grado, d’appello e Corte Suprema).


    Le elezioni alla Camera dei Deputati si svolgono con metodo proporzionale, con presentazione di lista in ciascuno dei ventiquattro collegi elettorali (coincidenti con le ventitré province più la Capitale), senza voto di preferenza, con eleggibilità a scalare dal capolista ai successivi candidati. La Camera, che si compone di 257 membri, si rinnova per il 50% ogni due anni; il Senato (72 senatori) cambia un terzo dei suoi componenti a scadenza biennale. Ad esso sono eletti  tre Senatori per ogni  provincia (due al raggruppamento che ottiene più voti ed uno alla prima minoranza).


    Il potere giudiziario comprende due differenti sistemi: un sistema federale, che fa capo alla Corte Suprema della Nazione e che comprende inoltre corti di primo grado e di appello, e 23 sistemi provinciali che comprendono anch’essi corti di primo grado, d’appello ed una Corte Suprema per ogni provincia. La ripartizione di competenze fra il sistema federale ed i sistemi provinciali è organizzata sia per materia (spettano ad es. ai giudici federali le cause relative alle questioni costituzionali e ai trattati internazionali) che su base personale (i giudici federali conoscono le cause concernenti funzionari pubblici ). La Corte Suprema della Nazione ha sia una competenza esclusiva ed originaria in alcune materie, sia una competenza di ultima istanza in casi eccezionali.




 


85